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Registrazione Trib. di Sa n°22 del 07.05.2004
 
 
 
 
 
 
 
 
 

L’intervento del presidente del Consiglio Zara sulle dichiarazioni di Cammarota

«In relazione alle dichiarazioni rese dal capogruppo del PDL alla Provincia, avvocato Antonio Cammarota, mi farebbe piacere mettere in evidenza alcune considerazioni, talune espresse anche nel corso delle cadenzate riunioni di maggioranza e che, evidentemente, in maniera strumentale, il consigliere provinciale non intende manifestare correttamente. Dell’intervento dell’amico Cammarota non condivido né i toni né la forma, naturalmente non perché mi scandalizzi delle critiche, ma per motivazioni che attengono al buon senso e alla verità delle cose. L’ultima riunione di maggioranza mi pare si sia consumata nella terza decade di luglio e da allora non credo si siano verificati eventi straordinari tali da portare il nostro capogruppo alla disperazione! Ciò che Cammarota afferma “sull’indifendibile Gambino” mi sconcerta. Sono pubbliche le dichiarazioni del presidente Cirielli che pure si rimette all’esito delle indagini e al giudizio della Magistratura. Ma con la presunzione d’innocenza come la mettiamo? Sia io che Cirielli, e non solo per Gambino, siamo garantisti da sempre. Lo è lo Stato, lo è la Legge. E un avvocato non può dire il contrario, non può andare contro la formula che garantisce l’innocenza di ogni cittadino fino all’esaurimento dei tre gradi di giudizio. È vero, ci siamo detti, sempre nel corso delle ultime sedute di maggioranza della necessità di sburocratizzare e alleggerire la gestione amministrativa dell’ente Provincia di Salerno; che la lentezza di alcuni settori chiave svilisce le azioni e i programmi che s’intendono realizzare. Che appare indispensabile per certi aspetti ridisegnare il quadro dirigenziale e ragionare di una maggiore partecipazione dei consiglieri provinciali tutti sulle scelte strategiche del prossimo futuro, anche in relazione all’ipotesi di nuove disposizioni e composizioni della Giunta. Bene, lo abbiamo riferito al presidente Cirielli, ne abbiamo discusso con i coordinatori del partito, pacatamente, così come si fa tra uomini di partito. E dunque, proprio non capisco le esternazioni del capogruppo che, onestamente, trovo inopportune e fuori luogo. Fare autocritica è nostro dovere, e del capogruppo più degli altri, come attiene alla maggioranza di questo partito la responsabilità di riportare all’attenzione della stampa, dei media, dei cittadini, che la Provincia di Salerno ha provveduto al pagamento, in soli due anni, di 15 milioni di euro di debiti fuori bilancio, e cioè di debiti contratti da scorse amministrazioni. Avrei fatto notare, che 15 milioni di euro sono stati sottratti a questa gestione, che con 7 milioni e mezzo di euro all’anno avremmo potuto svolgere ben altre e più incisive azioni. Sulla questione delle investiture divine, delle nomine che avvengono perché imposte dall’alto, così dice Cammarota, spendo ancora poche parole. Il presidente Cirielli non voleva candidare a sindaco Antonio Squillante ad Angri, eppure, dinanzi alle pressioni che venivano da pezzi del partito locale, non si è opposto; non ha mai preteso la candidatura di Miano a Roccadaspide, e su Bellacosa, avendolo indicato, non disdegnerei di ricordare l’acclamazione del PDL locale. Si potrebbe forse ragionare sulla scelta della Ferrazzano a Salerno e di Giovanni Torre ad Amalfi, ma perderemmo tempo. Se un Presidente di Provincia, chiunque esso sia, non può neanche indicare il nome di un eventuale candidato sindaco credo che politicamente sia uno che non vale niente. Vogliamo poi discutere sul sottile confine che passa tra imporre e indicare? Sono convinto che in politica non esistano imposizioni, significherebbe che la base, i riferimenti territoriali, o sono incapaci, o non sono in grado con autorevolezza di fare proposte alternative. Un’ultima battuta riguarda l’attacco di Cammarota rivolto ai coordinatori Russo e Iannone. Anche su questo rimango perplesso: esistono norme giuridiche chiare sulla nomina degli assessori. Sono di esclusiva pertinenza del Presidente o del Sindaco che può avvalersi di esperti, di tecnici, di politici o di chi eventualmente considera persona di propria fiducia, lo dice la Legge, e Cammarota è un avvocato, non può non conoscere le normative vigenti! Certo, potremmo affrontare la questione della doppia veste assessore/coordinatore, e probabilmente, essendo due ruoli così impegnativi, anch’io suggerirei di optare per l’uno o l’altro incarico, ma anche in questo caso ne discuterei nella sede giusta, che immagino possa essere il prossimo Congresso provinciale del PDL. In conclusione, vorrei che le affermazioni di Cammarota fossero lette non come una dichiarazione di guerra a Cirielli, bensì come un momento di confronto, anche serrato, ma assolutamente costruttivo».

Il Presidente del Consiglio
dott. Fernando Zara

 
 
 
 
Pontecagnano Faiano
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San Mango Piemonte
 
 
 
 
             
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