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Registrazione Trib. di Sa n°22 del 07.05.2004
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Intervista a Massimo Cariello, Assessore Provinciale alle Politiche del Lavoro.

“Le società interinali?Una sciagura”
Massimo Cariello, 35 anni, esponente di primo piano di Rifondazione Comunista, è uno che crede in quello che dice e che fa. Il suo nome è emerso più volte negli ultimi anni in relazione alla sua attività di amministratore del Comune di Eboli. Qui ha, infatti, ricoperto per quattro anni la carica di assessore occupandosi di Cultura, Ambiente e politiche Giovanili, di immigrazione e disagio giovanile, operando anche in realtà difficili e marginali, occupandosi dei minori a rischio del rione Pescara, una sorta di Zen in sedicesimo. Dando sempre prova di impegno e solidarietà. Cariello è un ultras dell’Ebolitana calcio, la sua grande passione. Attualmente è Assessore Provinciale alle Politiche del Lavoro, Centri per l’Impiego, Informagiovani, Politiche Giovanili.
Assessore, lei rivendica con orgoglio l’appartenenza a Rifondazione Comunista. Spesso le sue iniziative, risentono in maniera evidente della concezione della vita e del mondo di questo partito. Non avverte il rischio di una commistione di sentimenti tra l’amministratore e il dirigente politico?
“E’ del tutto evidente che in quello che faccio si riflette la mia appartenenza. C’è un filo rosso che lega la mia attuale attività con le esperienze vissute al Comune di Eboli che per me è stata un’esperienza importante perché mi ha temprato sul campo affrontando le problematiche dell’immigrazione , della emarginazione ,della pace e della solidarietà in stretto contatto con il mondo dell’associazionismo che ad Eboli è una realtà vitale ed operante. Certo. Gli indirizzi del partito sono fondamentali per orientare la mia attività di amministratore”.
Assessore, un Rapporto Istat che riguarda non solo l’area salernitana, definisce il lavoro irregolare “radicato in tutto il paese”, tanto da rappresentare “un vero e proprio elemento strutturale dell’economia italiana”. Secondo le rilevazioni dell’Istat, il fenomeno del sommerso in Campania presenta caratteristiche inedite: sono state scoperte addirittura intere aziende totalmente in nero. Per analizzare e combattere tale fenomeno la Provincia di Salerno ha attivato lo “Sportello del lavoro irregolare”. Di che cosa si tratta esattamente?
“Questo preoccupante fenomeno del lavoro irregolare che è esteso in tutta la provincia, acquista particolare spessore nell’Agro- Nocerino- Sarnese. Stiamo studiando il fenomeno con attenzione e preoccupazione. Lo sportello sul lavoro irregolare che abbiamo aperto è il primo strumento utile sia per gli imprenditori sia per i lavoratori. Il lavoro nero è un grave problema che occorre combattere per migliorare la situazione lavorativa ed occupazionale in provincia”.
Assessore, tra il 2000 e il 2003 il lavoro parasubordinato è cresciuto del 20,8%. Il lavoro atipico si è sviluppato nell’ambito del lavoro dipendente, con contratti part-time, stagionali, interinali e di apprendistato sia in quelle del lavoro non dipendente, le famose Co.Co.Co., oggi contratti a progetto. Vi è stata, in pratica, una drastica riduzione dei rapporti di lavoro a tempi indeterminato. E’ tutto frutto delle politiche del lavoro messe in moto dalla famosa o famigerata Legge Biagi?
“ La legge Biagi ha aperto una sorta di Far West del mercato del lavoro. Sono previste addirittura una cinquantina di diverse possibilità di lavoro. Un’enormità. Si fanno i controlli su misura, che penalizzano anche le imprese. La flessibilità è lo schermo che legalizza la precarietà dei rapporti di lavoro. Come Provincia stiamo attivando un Osservatorio sul Lavoro atipico per analizzare in modo scientifico l’ampio ventaglio di forme di lavoro atipico al fine di poter assistere questi lavoratori con pochi diritti e molti doveri ”.
Le società interinali registrano un vero e proprio boom. Circa un milione di persone sono collocate nel mercato del lavoro, per lo più a tempo determinato, con questo sistema. Sono diffuse anche sul territorio provinciale, sono vere e proprie agenzie di intermediazione e per alcuni forme post-moderne di caporalato. Forse è superfluo chiederle qual è il suo giudizio sulla loro attività?
“Negativo. Non bisogna mai dimenticare che queste agenzie di lavoro private sono sostenute da finanziamenti pubblici e che ciò che si può ottenere tramite queste società si può fare con i centri per l’impiego che garantiscono la trasparenza del mercato del lavoro. L’errore della Biagi è consistito nel privilegiare queste società private per il lavoro interinale che hanno in qualche modo <ufficializzato> il caporalato. Il ricorso al lavoro interinale è il frutto di un certo scetticismo e sfiducia nei centri per l’impiego ed è un fenomeno purtroppo in crescita esponenziale”.
Parliamo dei Centri per l’Impiego. Qual è oggi il ruolo dei Centri per l’impiego della provincia e che servizi offrono?
“Attualmente i Centri per l’impiego dislocati sul territorio provinciale analizzano il mercato del lavoro in tutte le sue articolazioni; accertano i flussi di manodopera e le relative variazioni, studiano i fenomeni occupazionali al fine di comprendere meglio l’evoluzione del lavoro provinciale per meglio definire e attuare interventi di politiche attive del lavoro. I servizi offerti hanno carattere informativo, orientativo e di approfondimento per sostenere chi è alla ricerca di lavoro. Stiamo sperimentando nuovi processi di relazione con il territorio sui temi del lavoro e per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro per i giovani. Stiamo cercando di affiancare alla rete degli Informagiovani , il Forum provinciale dei Giovani per incoraggiare il rapporto tra le associazioni giovanili e le istituzioni locali e promuovere la programmazione e la pianificazione sulla materia dell’ associazionismo giovanile”
E’ per le fasce più deboli e svantaggiate del mercato del lavoro, cosa state facendo?
“ Tra le altre iniziative, abbiamo presentato i risultati di un’indagine conoscitiva sulla collocabilità dei Diversamente Abili in provincia di Salerno, condotta nell’ ambito del progetto “Idoneità Lavorativa Diversamente Abili” per la definizione di un percorso condiviso per la gestione dei processi di valutazione. Per farli sentire uguali a tutti gli altri e per dare loro una possibilità di inserimento nel mondo del lavoro”.
Si ritiene soddisfatto o c’è ancora qualcosa da rivedere?
“Mi riterrò soddisfatto quando risolveremo il problema dei lavoratori socialmente utili. Su questo tema degli Lsu sono deciso ad andare fino in fondo. Spero di poter ben presto annunciare la stabilizzazione dei 253 Lsu del Parco del Cilento e di ottenere altri finanziamenti per i progetti relativi agli ultra trentacinquenni che hanno difficoltà di inserimento e di cui pochi si occupano. Per la prima volta la Provincia di Salerno ha ottenuto dalla Regione Campania un finanziamento di un milione di euro per la stabilizzazione degli LSU. Mi sembra un ottimo risultato”.
Walter Brancaccio

 
 
 
 
 
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