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Registrazione Trib. di Sa n°22 del 07.05.2004
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Crisi della pesca salernitana e del tonno rosso:
Le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria lanciano l’allarme su 400 posti di lavoro a rischio. Stamane un incontro con Cennamo e Martinangelo.

«Le OO.SS hanno richiesto un incontro con gli assessorati Caccia e Pesca e Agricoltura per evidenziare la grave crisi che sta colpendo il settore pesca dell’intera provincia di Salerno ed in particolare la grave situazione della pesca del tonno rosso, grande tipicità della provincia, che vede la preoccupante perdita di circa 400 lavoratori diretti. Per questo chiediamo l’istituzione di un tavolo di crisi permanente presso l’Ente Provincia».È la dichiarazione condivisa da Giuseppe Carotenuto della Flai Cgil, Carmine Santese della Fai-Cisl e Andrea Cioffi della Uila-Uil, che hanno incontrato questa mattina presso l’ufficio dell’assessorato alla Protezione Civile della Provincia di Salerno gli assessori Carmine Cennamo e Corrado Martinangelo. All’incontro hanno preso parte anche i rappresentanti delle associazioni professionali di categoria. Per la Confcooperativa-Federcoopesca era presente Giovanni Ferrigno, per la O.P. per “Sulla Rotta di Ulisse” Ivo Gentile Pellegrino, per gli Armatori del Tonno di Salerno Salvatore De Crescenzo. Questi ultimi hanno consegnato una dettagliata relazione con ulteriori dati tecnici che si aggiungono ad aggravare la già insostenibile crisi economica delle aziende e la conseguente messa in discussione dei posti di lavoro. «Ribadiamo la crisi del settore tonno dovuta in particolare alle raccomandazioni Icat (Istituto internazionale che assegna le quote del settore tonno rosso) che per le stagioni di pesca 2009-2010 ridurrà prima del 23% la campagna di pesca 2009 e di un ulteriore 7% la campagna di pesca 2010. Vi è inoltre una riduzione sensibile dei periodi di pesca. Il fermo pesca era di 6 mesi nel 2008, mentre da quest’anno è di 10 mesi (la data di inizio e fine pescato è dal16 aprile 2009 al 14 giugno 2009). Oltretutto le imbarcazioni adibite alla pesca del tonno non possono essere riconvertite né usate per altro tipo di pesca e le restrizioni del periodo sopra indicato rendono economicamente insostenibile questo tipo di attività». L’assessore Carmine Cennamo ha dichiarato: «Do il mio avvallo alla richiesta di istituire un Centro di Crisi Permanente presso la Provincia di Salerno affinché le rimostranze dei lavoratori del comparto pesca siano colte nella loro gravità e affinché questa non resti solo la protesta del momento. Come assessore al ramo ritengo di dover fare tutto il possibile per andare fino in fondo nella vicenda e farmi da rappresentante delle vicissitudini di centinaia di lavoratori a rischio licenziamento. Per tale motivo interverremo coinvolgendo le forze politiche regionali e nazionali». Per l’assessore Corrado Martinangelo: «Gli amministratori di un Ente, al di là delle specifiche competenze, hanno il dovere di accompagnare determinati processi verso una soluzione. La pesca oltretutto è un valore tipico del territorio salernitano e la nostra economia non potrebbe farne a meno. Credo inoltre che tra impresa e lavoratore sia necessario un rapporto saldo, fiduciario per un corretto funzionamento del sistema pesca. Condividendo le problematiche e le necessità di intervento possiamo lavorare a favore di una lobby che in positivo ritorni a valorizzare il comparto pesca. Attendiamo di confrontarci con gli assessori regionali Gabriele e Cozzolino nonché con il ministro Zaia per individuare immediate azioni di intervento».

L’addetto stampa
Romina Rosolia

 
 
 
 
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