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Registrazione Trib. di Sa n°22 del 07.05.2004
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La Commissione Pari Opportunità aderisce al Comitato del No per il referendum istituzionale del 25 e 26 giugno.

La Commissione Pari Opportunità del Comune di Pontecagnano Faiano, presieduta dalla dottoressa Tina Elia, aderisce al Coordinamento Provinciale di Salerno dei Comitati per il No alla modifica della seconda parte della Costituente nel referendum costituzionale i prossimi 25 e 26 giugno. La Commissione intende fare un appello per votare No per salvare la Costituzione e si sta impegnando con un gazebo itinerante per spiegare alla cittadinanza com’era il testo costituzionale e come potrebbe diventare se la riforma venisse confermata. I membri della Commissione sono stati sabato scorso al Parco Archeologico, dove veniva trasmessa con schermo gigante la partita della Nazionale Italiana ai Mondiali, domenica sera alla festa patronale nel quartiere di S. Antonio, questa sera a Faiano per le inaugurazioni di opere pubbliche, sfruttando zone ad alta concentrazione di persone. Venerdì a Pontecagnano sarà fatto l’ultimo appello distribuendo un testo che commenta il decalogo della riforma costituzionale preparato dal leghista Roberto Calderoli.
Così si esprime il Presidente della Commissione Pari Opportunità Tina Elia a nome della stessa: “La Costituzione è la raccolta delle leggi che ha sancito la nascita della nostra Repubblica ed è la garanzia dei diritti e dei doveri di tutti i cittadini. La Costituzione approvata all’indomani della nascita della Repubblica è il simbolo dell’unità del paese, è la tutela dei diritti e la garanzia di pari opportunità tra regioni diverse della stessa Italia. Questo strumento fondamentale per la vita democratica del nostro Paese può essere soggetto ad essere modificato con la massima condivisione e partecipazione del Parlamento. Semplicemente le norme costituzionali che regolano la vita di tutti i cittadini non vanno votate o modificate da una parte del governo a colpi di maggioranza, ma devono essere largamente condivise e sostenute dal maggior numero dei rappresentanti del Parlamento italiano. Bisogna votare No per permettere che il parlamento possa discutere in modo unitario e democratico sulle eventuali modifiche da apportare alla Costituzione Italiana che rimane tuttora più moderna che mai”.

 
 
 
 
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