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Registrazione Trib. di Sa n°22 del 07.05.2004
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Intervista al presidente del Parco Regionale dei Monti Picentini, Sabino Aquino
di Walter Brancaccio

Da due anni alla guida del Parco regionale più grande della Campania, Sabino Aquino è non solo un notissimo geologo ma anche un presidente che sfugge allo stereotipo del burocrate che ordina e dispone. E’autore di approfondite relazioni tecnico-scientifiche sui rischi connessi alla realizzazione del metanodotto, dell’elettrodotto, sull’uso delle risorse idriche e sui prelievi indiscriminati. E’ un ambientalista vero, che ama lavorare in silenzio e senza clamori e che ritiene che l’ecologia sia anzitutto una scienza.     
Presidente, il cammino tormentato per la costituzione del Parco dei Monti Picentini è stato scandito da diversi caratteri paradossali. In particolare, ha sollevato polemiche e dissensi la duplice sede del Parco, una a Nusco, l’altra ad Acerno. Le chiediamo un contributo definitivo alla chiarezza. 
“ La presenza di una doppia sede dell’Ente Parco, che è stata voluta dagli Amministratori e dai Sindaci dei Comuni aderenti, rappresenta, valutandola oggi, una scelta oculata che incide in misura minima sul bilancio economico e finanziario del Parco, perché le sedi sono state offerte in comodato d’uso gratuito dal Comune di Nusco e dalla Amministrazione Provinciale di Salerno. Ciò ha consentito di avvicinare il parco ai cittadini, alle istituzioni e a tutti i soggetti che per ragioni diverse, dalla richiesta di autorizzazioni, al controllo territoriale o anche alla organizzazione di visite, hanno contatti con le strutture del Parco. Non posso, inoltre, non sottolineare come la doppia sede permette, considerata la vastità del territorio, di diffondere meglio la sua immagine, attraverso i network e i media delle province interessate ”.
La fase costituente del Parco non è ancora conclusa, manca all’appello la nomina della Giunta Esecutiva, un particolare di non poco conto. Ci sono novità?
“ La struttura organizzativa e gestionale del Parco poteva essere completata solo a seguito della approvazione dello Statuto. Pertanto, in una delle prossime convocazioni del Consiglio Direttivo, si provvederà a quest’ultimo adempimento che consentirà al Parco di poter avviare in pieno la sua attività ”.
Oltre alla Giunta Esecutiva, di cosa ha bisogno il Parco per il definitivo decollo?
“ Il primo problema che gli Organi del Parco dovranno affrontare riguarda la costituzione della sua struttura operativa, sia tecnica sia amministrativa. Finora, tutte le attività svolte dal Parco, di non poco rilievo, compreso la gestione dei finanziamenti ricevuti, è stata svolta da personale distaccato da alcune amministrazioni che, part- time, prestano la loro opera presso le sedi di Nusco e Acerno. In futuro, l’Ente Parco dovrà necessariamente dotarsi di una propria struttura, stabile, efficiente e snella, cui sarà demandato non soltanto la ordinaria amministrazione ma anche il controllo territoriale. Il Parco del futuro potrà vivere solo in presenza di adeguati finanziamenti, necessari non soltanto per la gestione ma anche per lo sviluppo di importanti iniziative intersettoriali per lo sviluppo socio-economico del comprensorio dei Picentini ”. 
Oggi la strada maestra da percorrere, sembra essere quella che coniuga la tutela dell’ambiente con lo sviluppo. Lei per quale modello di Parco garantisce il suo impegno?  
“ Gli obiettivi che gli amministratori del Parco intendono perseguire sono quelli di uno sviluppo ecosostenibile, terminologia spesso abusata e non sempre attuata. Qui, invece, il rispetto dell’ambiente e la tutela del paesaggio sono prioritari, come dimostrano le battaglie in corso, con esiti positivi , per la  realizzazione della galleria di Valico per il trasferimento di risorse idriche dalle sorgenti di Caposele alla Regione Puglia. La posizione che l’Ente Parco ha assunto nei riguardi di tale intervento, è emblematica della sua politica: nessuna opposizione alle opere previste nel territorio di competenza del Parco ma, in presenza di interventi che possono modificare gli assetti idrogeologici, naturalistici ed ambientali, la tutela di questi valori diventa prioritaria rispetto a qualsiasi altra necessità. E’ evidente che tutte le iniziative che il Parco promuoverà negli anni futuri saranno integralmente in linea con la conservazione degli habitat e con la contemporanea necessità di assicurare a tutti la migliore fruizione di questo territorio ”.
Quali sono attualmente, le risorse finanziarie a disposizione del parco e come intendete utilizzarle?
“ Al Parco regionale dei monti Picentini sono destinati attualmente dalla Regione Campania circa 200mila euro annui. Un contributo irrilevante in quanto ci consente a mala pena di fronteggiare le spese correnti e alcune spese straordinarie connesse con la funzione e il ruolo demandato all’Ente Parco. Il Parco, nonostante l’assenza di una stabile struttura operativa, ha completamente utilizzato i fondi comunitari destinati per servizi dai Piani Integrati Territoriali. La sua struttura ha progettato ed appaltato quattro progetti per un importo complessivo di circa 4.3 milioni di euro che riguardano la gestione del piano di promozione e marketing territoriale delle risorse ambientali e dell’economia eco-compatibile, denominato “ Natura e Sviluppo ” e un piano per la conoscenza dettagliata della flora, della fauna e di altri aspetti naturalistici ed ambientali. Inoltre, con altri due interventi, denominati “Sentieri intelligenti” e “Data Base Territoriale” abbiamo avviato un’indagine conoscitiva della sentieristica e dei beni architettonici, artistici e storico-culturali presenti nei comuni del Parco. A completamento di tali interventi, il Parco avrà gli strumenti informatici, cartografici e informativi idonei a diffondere la sua immagine anche  sul piano internazionale ”.
Altri progetti per il futuro?
“Oltre alla realizzazione dei quattro progetti sopraindicati, il parco ha ricevuto, sempre dalla Comunità Europea, ulteriori 45milioni di euro, che sono stati gestiti direttamente dagli Enti territoriali operanti nel territorio del Parco e che hanno consentito la ristrutturazione di edifici storici, per il culto e  la riqualificazione dei centri urbani. Inoltre, il Parco ha in fase di appalto altri due progetti di servizi fondamentali per la redazione del Piano del Parco, strumento indispensabile per la sua attività. Conclusa questa prima fase, tutta l’attenzione del Parco dovrà concentrarsi su un uso razionale dei fondi europei del P.O. R. 2007-2013, che, oltre a rappresentare l’ultima grande opportunità concessa per i territori rientranti nell’Obiettivo 1, vedrà i Parchi Regionali fortemente protagonisti della loro gestione in quanto l’Amministrazione Regionale ritiene doveroso demandare a tali Organismi molte di queste risorse ”.
Il Parco sta dunque muovendo i suoi primi passi. Una prima diagnosi sullo stato dell’arte.
“Con un impegno personale straordinario, grazie alla fattiva collaborazione del personale distaccato, che ringrazio pubblicamente, e al prezioso contributo del Presidente della Comunità del Parco, Corrado Martinangelo, siano riusciti non solo a sviluppare tutte le iniziative che in breve ho già descritto  ed  a provvedere alla gestione delle attività ordinarie ma anche, unico esempio tra i Parchi nella Regione Campania, a recuperare circa  2.8 miliardi di euro provenienti  della misura 1.9 del POR Campania 2000-2006. Essi sono stati utilizzati per la realizzazione di opere pubbliche, a beneficio delle comunità residenti in questo territorio. Non posso, infine, non ricordare le battaglie condotte a difesa del territorio, come quelle relative alla Galleria di Valico, al metanodotto Serino-Pontecagnano e al nuovo elettrodotto Montecorvino - Benevento II in cui ho rilevato forti manipolazioni antropiche, e l’impegno prestato nell’allestimento delle due sedi di Nusco e Acerno che sono, oggi, sotto il profilo logistico, completamente operative ”.

 
 
 
 
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