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Registrazione Trib. di Sa n°22 del 07.05.2004
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il CASO INCENERITORE (pagina 1)

Nella città del Giffoni Film Festival che si è da poco concluso, senza infamia e senza lode, si sta girando un nuovo film. Titolo: L’ INCENERITORE. Scritto e diretto da Ugo Carpinelli, sindaco di Giffoni Valle Piana, che si è candidato ad ospitare un impianto di termovalorizzazione. E’ un'idea potente (e angosciante) che sta dividendo l’opinione pubblica del Picentino. Non si tratta di una provocazione o di un’avventura. Il sindaco fa sul serio. Su questo ormai non ci sono più dubbi. Il primo ciak è stato girato nel Comune di Brescia, retto da un sindaco diessino, Paolo Corsini,dove in pieno centro si trova un termovalorizzatore Asm che il Nostro vorrebbe far visitare alle scolaresche di Giffoni come fosse il Louvre. In tutto il Comprensorio non si parla d’altro. L’inceneritore è l’argomento del giorno. E quello di Brescia è diventato una star mediatica.
Tutto è ancora allo stato preliminare, non si è entrati ancora nel merito e nei particolari del progetto. E’ chiaro che sarà, comunque, un’impresa difficile. L’importante è crederci. La “folle-geniale ” idea di Carpinelli, intanto, ha lasciato il segno. Mentre ad Acerra infuriava la battaglia contro il termodistruttore imposto dal commissario per l’emergenza rifiuti Corrado Catenacci e dal governo, e in una fase in cui la gente alza le barricate ed occupa le stazioni ferroviarie, l’auto-candidatura “ controcorrente” di Carpinelli si è inserita nel flusso mediatico della vertenza rifiuti conquistando intere pagine di importanti quotidiani e settimanali a tiratura nazionale. C’è poco da dire su quest’ aspetto. E’ la miscela sapiente di suggestioni “culturali” diverse e di affinate tecniche di comunicazione spettacolare. Dunque dopo l’impianto di tritovagliatura e le ecoballe di Sardone, Carpinelli reclama anche un termovalorizzatore (o inceneritore che dir si voglia…). Tutto è ormai possibile ed immaginabile in una visione di questo territorio che contempla un Parco regionale dei Picentini che muove i primi passi ed un inceneritore, il business dei rifiuti e la valorizzazione dei prodotti tipici, i grossi affari con lo sviluppo eco-sostenibile. E’ possibile presentare un termovalorizzatore alla stregua di una risorsa per il territorio, una specie di bene culturale? Come il Convento di San Francesco. Per Ugo Carpinelli sì. Tutto è possibile. Poco importa il fatto che in un Parco non può essere installato un termodistruttore, attività incompatibile con la tutela ambientale. Non si può fare un Parco che, per definizione, dovrebbe essere una zona dove la natura è tutelata e subito si trova il modo di manometterlo. Invece sarebbe il caso di mettere mano con l’istituzione del Parco dei Picentini ad un processo di riqualificazione del contesto ambientale, compromesso dalla presenza di cave, di discariche controllate e di siti da bonificare, e dalla minaccia di una centrale termoelettrica e di un metanodotto che dovrebbe attraversare le montagne del Picentino. Il che ci autorizza a pensare che i Ds del Picentino non hanno un quadro preciso e univoco dei propri interessi nel settore dell’ambiente, come ha dimostrato lo sporco affare della riforestazione. Oppure c’è l’hanno e noi non lo abbiamo ancora capito. Perché un Sindaco la cui capacità amministrativa è indiscutibile, accarezza un sogno e un'urgenza che non risponde ai bisogni e alla necessità della gente che vuole vivere senza patemi d’animo e che vede questa opzione del termovalorizzatore come una nube minacciosa all’orizzonte. E’ un indirizzo politico incoerente e a tratti schizofrenico.

 

 

 
 
 
 
 
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